Sei anni fa l’alluvione del 2-3 ottobre 2020 in Piemonte: uno dei più intensi episodi perturbati degli ultimi decenni
Analisi

Sei anni fa l’alluvione del 2-3 ottobre 2020 in Piemonte: uno dei più intensi episodi perturbati degli ultimi decenni

La tempesta Alex causò un evento meteo eccezionale in Piemonte che in meno di 36 ore provocò una delle più importanti emergenze alluvionali della storia regionale recente con danni ingentissimi.

Redazione Meteo in Piemonte
5 min di lettura
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Sei anni fa il Piemonte stava vivendo una delle ondate di maltempo più intense e rovinose della sua storia meteorologica recente. La causa principale di questo eccezionale evento perturbato fu la presenza di una profonda depressione atlantica, associata alla tempesta Alex, che convogliò verso il Nord Italia correnti molto umide e instabili provenienti dai quadranti meridionali, a cui si associò un massivo trasporto di flussi di vapore acqueo alle medio-alte quote della troposfera. La ventilazione meridionale, incontrando la barriera alpina quasi perpendicolarmente, determinò un marcato effetto di sbarramento orografico (Stau), causando in tal modo precipitazioni eccezionali sui versanti alpini piemontesi. La struttura depressionaria fu inoltre caratterizzata da una ciclogenesi di tipo esplosivo, con una diminuzione della pressione atmosferica superiore ai 24 hPa in 24 ore e raggiungendo un minimo barico di ben 970 hPa sulla Bretagna, successivamente con il massimo della corrente a getto (jeat streak) che transitò sulla verticale delle Alpi occidentali con venti medi a 7.000-9.000 metri di quota fino ad oltre 220 km/h.

L'apice della fase perturbata sul Piemonte si concretizzò il 2 ottobre 2020, che risultò peraltro il giorno più piovoso dell'intera serie storica piemontese dal 1958, con una precipitazione media regionale di 110,5 millimetri. Un dato particolarmente significativo se si considera che si tratta di una media calcolata sull'intero territorio regionale e non a livello locale o di una macro-area subprovinciale.

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Gli accumuli pluviometrici massimi dell'intero evento perturbato furono talora estremi soprattutto sulle aree alpine sud-occidentali e settentrionali della regione: a Sambughetto, in Valstrona, furono registrati ben 649 millimetri di pioggia in 24 ore, mentre a Limone Pancani, nel Cuneese, caddero 583 millimetri, di cui ben 517 in dodici ore e 313 in appena sei. A Candoglia Toce furono misurati circa 600 millimetri.

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Come venne ben spiegato dall'analisi redatta dalla Società Meteorologica Italiana (link in fondo all'articolo), tra tutti i fenomeni osservati, lasciò attoniti in particolare la violenza e la durata del nubifragio che si scatenò per circa 12 ore intorno al Col di Tenda, specie tra il pomeriggio e la serata del 2 ottobre. Si trattava di nuclei autorigeneranti di intense precipitazioni temporalesche in continua risalita da Sud, dalla Val Roia e poi ulteriormente incentivati dallo sbarramento orografico offerto dai crinali di Rocca dell'Abisso - Marguareis. Per 12 ore gli apporti orari di pioggia sono stati compresi tra 20,8 e 60,8 mm/1h (considerando ore fisse, e non qualunque sequenza di 60 minuti), totalizzando ben 515.4 millimetri tra le ore 09 e le ore 21 UTC (le 11 e le 23 locali, ora legale). Un valore che rappresentò un nuovo record di intensità pluviometrica in 12 ore per qualunque stazione della rete ARPA Piemonte (prime installazioni, tra cui Limone-Pancani, nel 1988), superando il precedente massimo stabilito appena un anno prima, con 428 mm/12h il 21 ottobre 2019 a Gavi (AL).

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Si trattò quindi di precipitazioni non soltanto abbondanti, ma caratterizzate da intensità orarie estremamente elevate, in grado di determinare una rapidissima saturazione dei terreni e un altrettanto rapido incremento delle portate fluviali.

La risposta idrologica fu infatti impressionante nell'arco di poche ore: nel Piemonte settentrionale, durante la giornata del 2 ottobre, le precipitazioni più intense interessarono in particolare i bacini del Cervo, dell'Elvo e del Sesia; il 3 ottobre il clou delle precipitazioni si spostò maggiormente a Nord-Nordest verso il bacino del Toce. Il Sesia raggiunse una portata al colmo stimata in oltre 5.000 m³/s, con livelli superiori alle soglie di pericolo. Anche il Toce raggiunse livelli di piena eccezionali, mentre il Tanaro rimase sopra la soglia di pericolo nel tratto a valle di Alba. La piena del Po aumentò progressivamente verso valle, anche per il contributo dell'onda di piena del Sesia. Secondo le analisi successive, sul Sesia la portata ebbe un tempo di ritorno superiore ai 100 anni, mentre per Toce e Cervo fu stimato tra i 50 e i 100 anni.

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Le conseguenze sul territorio furono estese: nel Cuneese, particolarmente colpite furono le aree di Limone Piemonte e Garessio, dove la furia delle acque provocò erosioni, frane e ingenti danni alle infrastrutture. E proprio a Limone, il torrente Vermenagna occupò in alcuni tratti praticamente l'intero fondovalle, provocando l'erosione di sponde, strade e aree urbanizzate, con danni ingentissimi in molte abitazioni, alcune delle quali fortemente danneggiate e/o distrutte dall'onda di piena e dai fenomeni di erosione spondale.

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Nel Piemonte settentrionale le maggiori criticità si ebbero su Biellese, Valsesia e Verbano-Cusio-Ossola: tra le immagini più emblematiche dell'evento ci fu infatti il crollo del ponte tra Romagnano Sesia e Gattinara, mentre numerose strade furono danneggiate o interrotte da frane e smottamenti. Nel VCO il Toce raggiunse livelli tali da provocare importanti ed estese esondazioni.

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Complessivamente furono ben 120 i Comuni piemontesi interessati dall'alluvione. La prima stima regionale parlò di circa un miliardo di euro di danni, considerando infrastrutture, abitazioni, attività produttive, agricoltura e patrimonio pubblico e privato.

L'alluvione del 2-3 ottobre 2020 rappresenta ancora oggi un caso di particolare interesse meteorologico e idrologico. La sua eccezionalità derivò in particolare dalla combinazione tra una configurazione atmosferica favorevole al trasporto di grandi quantità di umidità (dinamica anche nota come Atmospheric River), con conseguente sbarramento orografico indotto dalla catena alpina e conseguenti precipitazioni estremamente intense, ma concentrate in intervalli temporali molto brevi.

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Ulteriori dettagli e approfondimenti dell'evento anche nei seguente link:

Nimbus - Società Meteorologica Italiana: https://www.nimbus.it/eventi/2020/201005AlluvioneItaliaNW.htm

Arpa Piemonte: https://www.arpa.piemonte.it/sites/default/files/media/2024-07/rapporto_evento_02_ottobre_2020_.pdf

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