Il microclima di Sampeyre in media valle Varaita: analisi della serie nivometrica del periodo 1960-2023
Analisi

Il microclima di Sampeyre in media valle Varaita: analisi della serie nivometrica del periodo 1960-2023

Il metodo di stima della neve fresca da misure giornaliere consecutive di neve al suolo introduce una sottostima del 17-18% rispetto al dato da misurazione diretta su tavoletta ripulita ogni 24 ore.

Federico Negro
7 min di lettura

Per le località alpine ci sono poche serie statistiche di misurazione dell'altezza del manto nevoso come quella di Sampeyre, in Piemonte.

Nella sua tesi di laurea, il redattore Federico Negro, ha analizzato una lunga serie di dati meteorologici della stazione di Sampeyre, situata in Valle Varaita (CN) nelle Alpi Occidentali a 930 m di quota, relativamente al periodo 1961–2023.

La stazione di misur si trova nei pressi del versante ubac della valle, dal'occitano "esposto a nord o in ombra", informazione che bisogna tenere presente per quanto riguarda l'innevamento medio, che verrà analizzato.

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Il lavoro, che è stato possibile grazie ai dati forniti da ENEL e raccolti da Daniele Cat Berro della Società Meteorologica Italiana, ha richiesto l’integrazione di due serie contigue ma eterogenee: la serie storica del Servizio Idrografico Italiano, avviata nel 1941, e la serie ARPA, attiva dal 1990 circa, ottenuta tramite sensori automatici posti a 2 metri dal suolo.

La strumentazione più recente è visibile nella foto in alto a sinistra, mentre nelle 2 foto centrali e a destra troviamo gli strumenti ISPRA: il pluviografo e la capannina meteo contente il termometro a massima e minima, un dispositivo che sfrutta la dilatazione del mercurio e che, come dice il nome, riporta solamente il valore di temperatura più alto e più basso della giornata. Tuttavia, l'altezza della vecchia capannina dal suolo (1 metro) si è dimostrata insufficiente per le norme WMO - World Meteorological Organization e, a causa dei flussi di calore, le misure di temperatura si sono mostrate discordanti.

Una parte centrale del lavoro riguarda il confronto tra la misura diretta della neve fresca su tavoletta (HN) ripulita ogni 24 ore e la stima ottenuta come differenza tra l’altezza del manto nevoso al suolo rilevata in giorni consecutivi (ΔHS). L’analisi svolta sulle stazioni di Sampeyre e Pontechianale mostra una differenza (ΔHN) media del 17–18% a favore del metodo diretto, principalmente a causa dell’assestamento del manto nevoso al suolo, più marcato rispetto a quello sulla tavoletta, e di fenomeni di fusione differenziale e trasporto eolico. Circa il 45% delle misure risulta concorde, mentre nella maggior parte dei restanti casi prevale la misura su tavoletta.

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Questo risultato fornisce indicazioni utili per la rivalutazione delle serie nivometriche alpine storiche, generalmente basate su misure dirette del manto, nel confronto con le serie recenti realizzate mediante tavolette standard o sensori automatici come i nivometri a ultrasuoni.

Parallelamente sono state svolte analisi climatiche di temperatura, precipitazione e neve: curve termiche mensili e stagionali, regimi pluviometrici, medie annuali delle precipitazioni e dei giorni piovosi, curva ombrotermica, cumulate mensili e stagionali di neve fresca, giorni con neve al suolo e giorni con nevicata. In base ai parametri ottenuti, il clima di Sampeyre è stato classificato come temperato fresco secondo Pinna, cioè un clima con temperatura annua media inferiore ai 10°C (8.8°C) e temperatura del mese più caldo (Luglio) inferiore ai 20°C.

Il risultato più rilevante è la costruzione di una serie continua di neve fresca stagionale (ottobre–maggio) dal 1960 al 2023, basata su ΔHS. Nel periodo analizzato emerge una diminuzione della neve fresca invernale pari al 33%, corrispondente a una perdita media di circa mezzo metro rispetto agli anni Sessanta.

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Se si considera l'intero periodo 1960-2023 cadono mediamente 127 cm di neve a inverno a Sampeyre. Questo quantitativo sale a 148 cm considerando il trentennio 1961-1990 e scende a 112 cm nel più recente 1991-2020.

Gli inverni più nevosi a Sampeyre furono:

  • il 1977-78 con 292 cm totali

  • il 1979-80 con 284 cm

  • il 2008-2009 con 242 cm

  • il 1952-53 con 236 cm

  • il 2009-2010 con 233 cm

L'inverno 2008-2009, famoso per dei primati nelle Alpi occidentali, qui occupa soltanto il terzo posto nella classifica dei più nevosi.

Passando ai meno nevosi i primi 5 furono:

  • il 2006-2007 con appena 13 cm

  • il 1994-95 con 22 cm (ma dati di Aprile mancanti)

  • il 1989-90 con 24 cm

  • il 2021-22 con 37 cm

  • il 1951-52 con 38 cm

Anche i giorni con manto nevoso al suolo (>=1 cm) risultano in calo, passando da 80 giorni medi nel trentennio 1961–1990 a 68 nel periodo 1991–2020.

Considerando l'intera serie, a Sampeyre la neve rimane al suolo in media 71 dì a inverno.

La successione delle stagioni invernali, inoltre, mostra una grande variabilità di anno in anno, spaziando tra inverni con meno di 20 giorni "innevati" ed altri con oltre 100 giorni.

Questa informazione può essere utile per l'agricoltura, l'idroelettrico, ma soprattutto gli impianti sciistici.

Le stagioni invernali con innevamento più duraturo a Sampeyre furono:

  • la 2009-2010 con 131 giorni

  • la 1977-78 con 129 giorni

  • la 2008-9 con 128 giorni

  • la 1971-72 con 124 giorni

mentre quelle meno bianche in termini di tempo furono:

  • la 1989-90 con 10 giorni

  • la 1951-52 con 12 giorni

  • la 1994-95 con 13 giorni

  • la 1988-89 con 14 giorni

Il primo posto tra le stagioni più a lungo bianche è occupato da un inverno che è solo in quinta posizione tra i più nevosi, tuttavia è famoso per essere stato freddo, con temperature complessivamente 0.6°C sotto la media del 1961-90 nel periodo Dicembre-Aprile, segno che esse contano molto di più che la mera quantità di neve che cade dal cielo, per valutare la resistenza della dama bianca al suolo.

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Il confronto con i valori nivometrici attesi per le Alpi Occidentali, secondo la bibliografia scientifica, ci mostra che Sampeyre, pur trovandosi 500 m più in alto del capoluogo Cuneo, presenta una nevosità solo lievemente superiore, e inferiore a quella registrata nei comuni dell’Alta Langa, che si trovano più in basso di quota. Tale evidenza conferma l’esistenza di un gradiente positivo di nevosità da nord verso sud nel cuneese, considerato a costante altitudine, con incremento avvicinandosi alle Alpi Marittime e alla Liguria, caratteristico di questo settore del basso Piemonte. Se consideriamo gli annali del Servizio Idrografico Italiano, nel periodo 1921-1960 nelle Alpi Occidentali caddero mediamente 147 cm di neve a una quota di 1000 metri, con un tempo di permanenza atteso di 72 giorni, mentre per Sampeyre la media 1961-1990 è superiore sia nel caso della neve fresca (148 cm) che per i giorni con neve al suolo (80).

Un tempo le nevicate erano più consistenti che al giorno d'oggi: se si considera l'intera serie della neve al suolo, i valori massimi riportati sono di 100 cm il 21/01/1978 e il 07/02/2015, mentre su un giornale del 1885, l'Illustrazione Italiana, che parlò della tragica valanga di Frassino (il paese sotto Sampeyre), venne riportato un valore molto più alto a una quota di 200 metri inferiore. Ecco un estratto del giornale e la copertina presa da AlpidiCuneo.it:

"Il 17 gennaio, però, continua a nevicare e in Valle Varaita il manto bianco raggiunge ormai i 190 cm a partire dai settecento metri di altitudine. Il primo problema diventa la stabilità degli edifici. Tetti, fienili, ballatoi. Si spala e si suda sotto lo sguardo minaccioso di qualche valanga pronta a staccarsi dai versanti più esposti"

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Il regime nivometrico, cioè l'andamento mensile medio della neve fresca, è abbastanza costante nei 3 mesi di dicembre, gennaio e febbraio con circa 30 cm, che cadono di solito durante 3-4 giorni in ciascuno di questi mesi. Le nevicate sono comuni ad aprile, mentre nevica con accumulo mediamente una volta ogni 5 anni a ottobre (0.2 giorni nevosi) e una volta ogni 20 anni a maggio (0.05 giorni nevosi), considerando l'intero periodo 1961-2023.

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Un ultimo sguardo infine possiamo darlo alla variazione mensile della quantità di neve fresca e dei giorni con almeno 1 cm di neve al suolo dal trentennio 1961-90 al più recente 1991-2020.

Notiamo che nei mesi primaverili c'è stato un netto calo di entrambi i parametri, dovuto probabilmente a fattori termici, in quanto è comune avere nevicate bagnate nelle stagioni di transizione, e bastano pochi decimi di aumento di temperatura a livello medio per diminuire le quantità o favorire la pioggia. La situazione si dimostra invece più variegata per i mesi centrali dell'inverno.

[Fonte foto in copertina: archivio Museo Storico-etnografico di Sampeyre]

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