Sentinel-3C in orbita: l’Europa garantisce la continuità dello sguardo sugli oceani
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Sentinel-3C in orbita: l’Europa garantisce la continuità dello sguardo sugli oceani

Il nuovo satellite si unisce ai gemelli Sentinel 3A e 3B (lanciati tra il 2016 e il 2018) e garantirà la continuità per il monitoraggio di vegetazione, nubi, incendi, ghiacciai e non solo...

Redazione Meteo in Piemonte
2 min di lettura
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Il terzo satellite della missione Copernicus Sentinel-3 è stato lanciato con successo nella notte tra il 14 e il 15 settembre 2026 dallo spazioporto europeo di Kourou, in Guyana francese. Il decollo del Vega-C è avvenuto alle 03:21 ora italiana (22:21 locali del 14 settembre). Il primo contatto con il satellite, poco dopo le 04:30, ha confermato che era in buona salute.Sentinel-3C non viaggiava da solo. Il Vega-C, operato da Avio, ha portato in orbita anche FLEX, il satellite dell’ESA dedicato alla fluorescenza della vegetazione. È un lancio doppio con un forte contenuto italiano: per Avio si tratta del secondo volo Vega-C del 2026.

C'è anche tanto Piemonte in questa imponente ricerca nel mondo satellitare: costruito da Thales Alenia Space, Sentinel-3C è un gemello dei suoi predecessori, Sentinel-3A (2016) e Sentinel-3B (2018). Porta a bordo tre strumenti principali: OLCI, che misura il colore degli oceani, la vegetazione e le proprietà dell’atmosfera; SLSTR, un radiometro che rileva le temperature di superficie di mari e terre, le nubi e gli incendi; e un altimetro radar (SRAL), affiancato da un radiometro a microonde, per misurare con precisione livello del mare, onde, ghiaccio e acque interne. Insieme, questi dati servono a seguire fioriture algali, ondate di calore, incendi, siccità, qualità dell’acqua e fenomeni come El Niño.

Il satellite orbita a circa 815 km di quota, su un’orbita polare eliosincrona. Una volta terminata la fase di collaudo e calibrazione, che durerà alcuni mesi, subentrerà a Sentinel-3A nel ruolo operativo principale. Sentinel-3D è atteso nel 2029. Il passaggio di consegne garantisce osservazioni senza interruzioni fino ai primi anni 2030.

È questo il punto centrale per i ricercatori. Le serie temporali lunghe permettono di distinguere gli eventi isolati dalle tendenze di fondo, in un oceano che si scalda e in cui il livello del mare continua a salire. Secondo Antonio Repucci di Copernicus Marine, avere un nuovo satellite in orbita consolida proprio questo record di lungo periodo.

Quando i test saranno conclusi, EUMETSAT assumerà la gestione del satellite e la distribuzione dei dati nell’ambito del programma Copernicus.

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