Qual è la differenza tra caldo afoso e caldo torrido?
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Qual è la differenza tra caldo afoso e caldo torrido?

Due concetti apparentemente simili ma che in realtà nascondono importanti differenze e troppe spesso erroneamente scambiati da chi fa informazione giornalistica.

Redazione Meteo in Piemonte
3 min di lettura

"Il Piemonte nella morsa dell'anticiclone africano, il caldo torrido e l’afa non risparmiano neanche le montagne". Quante volte in TV, sui social e in radio abbiamo sentito questi annunci? Tuttavia, però, “caldo torrido” e “caldo afoso” sono esattamente il contrario l'uno dell'altro: il primo è infatti il classico caldo secco, mentre il secondo è quello più umido e talvolta opprimente.

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Il caldo torrido, per definizione, è il caldo secco, ovvero in presenza di un’atmosfera con uno scarso contenuto di vapore acqueo. Per intenderci è la condizione climatica tipica dei deserti, con temperature fino ad oltre 35-40 °C ma al tempo stesso accompagnate da tassi di umidità relativa anche inferiori al 20-30%. Dal caldo torrido ci si può tranquillamente difendere attraverso la sudorazione e proprio per questo motivo è un caldo in genere sopportabile pressoché da tutta la popolazione: il sudore infatti tende maggiormente ad evaporare dalla nostra pelle sottraendole calore e di fatto rinfrescandola, a patto che le molecole di acqua del sudore passino nell’aria velocemente, e ciò succede quando l’aria è povera di molecole di vapore acqueo in sospensione.

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Il caldo afoso, al contrario, è il caldo umido, con temperature dell’aria non per forza estreme, sui 30-35 °C, ma accompagnate da grandi quantità di vapore acqueo al suo interno, dunque da tassi di umidità relativa uguali o superiori al 45-60%, talvolta anche superiori. Parliamo quindi della classica situazione di caldo opprimente, con disagio bioclimatico elevato. Quando l’umidità dell’aria è elevata, il sudore non riesce a lasciare la nostra epidermide, non c’è evaporazione e dunque non c’è frescura. In altre parole, l’umidità impedisce al sudore di evaporare. Inoltre, il sudore tende a restare incollato alla nostra pelle, accrescendo ulteriormente la sensazione di caldo e di oppressione.

Il disagio bioclimatico dovuto al caldo umido è influenzato da molti fattori, alcuni strettamente legati all’ambiente in cui ci troviamo e alle condizioni meteorologiche presenti, come ad esempio la temperatura, l’umidità e il vento. Altre invece sono correlate al singolo individuo, quali età, eventuale presenza di patologie, possibile mancanza di autosufficienza, o anche, un’attività lavorativa che espone al rischio per temperature elevate.

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In Piemonte, l'Agenzia Regione per la Protezione dell'Ambiente (ARPA Piemonte) emette un sistema di bollettini dedicati alla prevenzione dei danni alla salute derivanti da condizioni di caldo-umido. Contengono informazioni e previsioni di tipo meteorologico e sanitario per i tre giorni successivi che consentono, in particolare ai soggetti più sensibili, di adottare comportamenti e precauzioni per difendersi dagli effetti dannosi del caldo e alle istituzioni di mettere in atto tempestivamente le misure e gli interventi preventivi più efficaci per la tutela della salute. I bollettini sono emessi ogni giorno dal 15 maggio al 30 settembre.

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Nei seguenti link si possono visualizzare tutti i dettagli in merito al bollettino delle ondate di calore per la Regione Piemonte e per la Città di Torino e relativa Area Metropolitana:

https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/boll/bollettino_calore.pdf

https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/boll/bollettino_calore_comune_torino.pdf

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