
Qual è la differenza tra caldo afoso e caldo torrido?
Due concetti apparentemente simili ma che in realtà nascondono importanti differenze e troppe spesso erroneamente scambiati da chi fa informazione giornalistica.
"Il Piemonte nella morsa dell'anticiclone africano, il caldo torrido e l’afa non risparmiano neanche le montagne". Quante volte in TV, sui social e in radio abbiamo sentito questi annunci? Tuttavia, però, “caldo torrido” e “caldo afoso” sono esattamente il contrario l'uno dell'altro: il primo è infatti il classico caldo secco, mentre il secondo è quello più umido e talvolta opprimente.

Il caldo torrido, per definizione, è il caldo secco, ovvero in presenza di un’atmosfera con uno scarso contenuto di vapore acqueo. Per intenderci è la condizione climatica tipica dei deserti, con temperature fino ad oltre 35-40 °C ma al tempo stesso accompagnate da tassi di umidità relativa anche inferiori al 20-30%. Dal caldo torrido ci si può tranquillamente difendere attraverso la sudorazione e proprio per questo motivo è un caldo in genere sopportabile pressoché da tutta la popolazione: il sudore infatti tende maggiormente ad evaporare dalla nostra pelle sottraendole calore e di fatto rinfrescandola, a patto che le molecole di acqua del sudore passino nell’aria velocemente, e ciò succede quando l’aria è povera di molecole di vapore acqueo in sospensione.

Il caldo afoso, al contrario, è il caldo umido, con temperature dell’aria non per forza estreme, sui 30-35 °C, ma accompagnate da grandi quantità di vapore acqueo al suo interno, dunque da tassi di umidità relativa uguali o superiori al 45-60%, talvolta anche superiori. Parliamo quindi della classica situazione di caldo opprimente, con disagio bioclimatico elevato. Quando l’umidità dell’aria è elevata, il sudore non riesce a lasciare la nostra epidermide, non c’è evaporazione e dunque non c’è frescura. In altre parole, l’umidità impedisce al sudore di evaporare. Inoltre, il sudore tende a restare incollato alla nostra pelle, accrescendo ulteriormente la sensazione di caldo e di oppressione.
Il disagio bioclimatico dovuto al caldo umido è influenzato da molti fattori, alcuni strettamente legati all’ambiente in cui ci troviamo e alle condizioni meteorologiche presenti, come ad esempio la temperatura, l’umidità e il vento. Altre invece sono correlate al singolo individuo, quali età, eventuale presenza di patologie, possibile mancanza di autosufficienza, o anche, un’attività lavorativa che espone al rischio per temperature elevate.

In Piemonte, l'Agenzia Regione per la Protezione dell'Ambiente (ARPA Piemonte) emette un sistema di bollettini dedicati alla prevenzione dei danni alla salute derivanti da condizioni di caldo-umido. Contengono informazioni e previsioni di tipo meteorologico e sanitario per i tre giorni successivi che consentono, in particolare ai soggetti più sensibili, di adottare comportamenti e precauzioni per difendersi dagli effetti dannosi del caldo e alle istituzioni di mettere in atto tempestivamente le misure e gli interventi preventivi più efficaci per la tutela della salute. I bollettini sono emessi ogni giorno dal 15 maggio al 30 settembre.

Nei seguenti link si possono visualizzare tutti i dettagli in merito al bollettino delle ondate di calore per la Regione Piemonte e per la Città di Torino e relativa Area Metropolitana:
https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/boll/bollettino_calore.pdf
https://www.arpa.piemonte.it/rischi_naturali/boll/bollettino_calore_comune_torino.pdf
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