
Le prime simulazioni meteorologiche in Europa per l'inverno 2026-2027, ecco cosa potrebbe accadere
Le previsioni probabilistiche del Copernicus Climate Change Service (C3S) inquadrano un inverno mite sul continente europeo ma potenzialmente dinamico.

Le ultime proiezioni stagionali del Copernicus Climate Change Service (C3S), elaborate con diversi modelli, delineano alcune possibili caratteristiche del prossimo inverno europeo. Sono indicazioni sulle condizioni medie di dicembre, gennaio e febbraio, e ovviamente non previsioni del tempo giorno per giorno. Sul piano della circolazione, i modelli suggeriscono pressioni vicine o inferiori alla media tra fine autunno e inizio inverno su buona parte d’Europa. Nella seconda parte della stagione emerge invece un possibile segnale di pressioni più elevate alle latitudini polari.

Le temperature sono orientate verso valori superiori alla media su ampie aree europee, Italia compresa. Quanto alle precipitazioni, la carta multimodello per dicembre-febbraio indica anomalie lievemente positive in diverse zone dell’Europa centro-settentrionale e in parte del Nord Italia. Sul resto della Penisola e sulle isole il segnale medio è generalmente debole. Anomalie negative emergono soprattutto su alcune aree del Mediterraneo meridionale e del Nord Africa, senza implicare un inverno siccitoso per l’Italia.
Tra i fattori che possono modulare la circolazione figura anche El Niño, ma la risposta europea dipende dall’interazione con la variabilità nord-atlantica e le dinamiche polari e stratosferiche.
Le proiezioni stagionali sono probabilistiche e non escludono episodi di freddo intenso o maltempo.
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