L'Osservatorio Meteo di Balme (TO) compie 150 anni: una delle più lunghe serie pluvio-nivometriche delle Alpi
News

L'Osservatorio Meteo di Balme (TO) compie 150 anni: una delle più lunghe serie pluvio-nivometriche delle Alpi

Il 24 giugno ha compiuto ufficialmente 150 anni lo storico Osservatorio Meteorologico di Balme (TO), in val d'Ala di Lanzo; una pietra miliare nelle osservazioni storiche di pioggia e neve sulle Alpi.

Admin MeteoConnect
3 min di lettura

𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗺𝗲𝘁𝗲𝗌𝗿𝗌𝗹𝗌𝗎𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗕𝗮𝗹𝗺𝗲 (v𝗮𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗟𝗮𝗻𝘇𝗌 - 𝗧𝗌𝗿𝗶𝗻𝗌), 𝗰𝗌𝗺𝗜𝗶𝗲 𝟭𝟱𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶

(di Daniele CAT BERRO - Società Meteorologica Italiana NIMBUS)

20250401_Balme3 (1).jpg

Nell'immagine, Gianni Castagneri durante uno dei quotidiani controlli mattutini del pluviometro manuale di Balme.

Da centocinquant’anni, a Balme (Valli di Lanzo, Torino), c’Ú qualcuno che ogni giorno guarda il cielo, misura la pioggia, osserva la neve e annota pazientemente ciò che la montagna racconta.

Era il 𝟮𝟰 𝗎𝗶𝘂𝗎𝗻𝗌 𝟭𝟎𝟳𝟲 quando, per iniziativa della 𝗊𝗲𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗌𝗿𝗶𝗻𝗌 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗹𝘂𝗯 𝗔𝗹𝗜𝗶𝗻𝗌 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗌 e grazie alla visione di 𝗣𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗌 𝗗𝗲𝗻𝘇𝗮 (a sua volta fondatore della “Corrispondenza Meteorologica Alpino-Appennina”, prima rete nazionale di stazioni meteorologiche, e della 𝗊𝗌𝗰𝗶𝗲𝘁𝗮̀ 𝗠𝗲𝘁𝗲𝗌𝗿𝗌𝗹𝗌𝗎𝗶𝗰𝗮 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮), nacque l’Osservatorio Meteorologico di Balme. Una piccola stazione alpina, a 1450 m di quota, destinata a diventare, nel tempo, una delle più longeve e preziose testimonianze climatiche delle Alpi occidentali italiane.

A rendere possibile quell’impresa fu l’intera comunità balmese. Un ruolo fondamentale lo ebbe 𝗱𝗌𝗻 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗌 𝗗𝗶𝗱𝗶𝗲𝗿 𝗱𝗲 𝗹𝗮 𝗠𝗌𝘁𝘁𝗲, parroco del paese, uomo di fede, viaggiatore, studioso e appassionato osservatore della natura. Fu lui ad accogliere gli strumenti meteorologici nel campanile della chiesa e a trasformare le rilevazioni quotidiane in una straordinaria opera di documentazione scientifica.

«Da allora – racconta 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗮𝗎𝗻𝗲𝗿𝗶, che oltre trent’anni fa ha raccolto il testimone delle osservazioni meteorologiche – tra nevicate eccezionali, valanghe, estati piovose e inverni rigidissimi, l’osservatorio ha accompagnato la storia del paese. I suoi registri hanno raccontato gli ultimi anni della Piccola Era Glaciale, documentato eventi estremi che hanno segnato profondamente la vita della comunità e seguito passo dopo passo le trasformazioni di una valle che, da remoto territorio alpino, Ú diventata meta di alpinisti, studiosi e villeggianti.

20250401_Balme5 (2).jpg

Le osservazioni meteorologiche contribuirono infatti a far conoscere Balme ben oltre i confini delle Valli di Lanzo. I dati raccolti venivano pubblicati nei bollettini scientifici dell’epoca e ripresi da giornali e riviste, portando all’attenzione nazionale questo piccolo paese di montagna e le sue straordinarie caratteristiche ambientali».

Dopo la scomparsa di don Didier, 𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟎𝟵𝟮, 𝗹’𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗌𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗌𝗿𝗶𝗌 𝘀𝘂𝗯𝗶̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗎𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗿𝘂𝘇𝗶𝗌𝗻𝗲. 𝗥𝗶𝗜𝗿𝗲𝘀𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝟭𝟵𝟭𝟯 𝗲 𝗜𝗿𝗌𝘀𝗲𝗎𝘂𝗶̀ 𝗜𝗌𝗶 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗌𝗿𝘀𝗌 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗌 𝗶𝗹 𝗡𝗌𝘃𝗲𝗰𝗲𝗻𝘁𝗌 𝗻𝗲𝗹 𝗟𝘂𝗮𝗱𝗿𝗌 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗊𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗌 𝗜𝗱𝗿𝗌𝗎𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗌 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗌. Oggi quella tradizione continua grazie all’impegno di Gianni Castagneri, che ancora raccoglie volontariamente i 𝗱𝗮𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗜𝗿𝗲𝗰𝗶𝗜𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗶, 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗌 𝘀𝗜𝗲𝘀𝘀𝗌𝗿𝗲 𝗻𝗲𝘃𝗌𝘀𝗌 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗲𝘃𝗲 𝗳𝗿𝗲𝘀𝗰𝗮 in collaborazione con quella stessa Società Meteorologica Italiana nata nel 1865, contribuendo alla conservazione di una serie storica di valore eccezionale. «Questa importante ricorrenza – spiega – ci offre l’occasione per raccogliere informazioni, documenti e immagini. Un archivio che potrebbe rappresentare il punto di partenza per importanti progetti divulgativi».

Per i climatologi, questi archivi costituiscono una risorsa preziosa per comprendere l’evoluzione del clima alpino. Consentono infatti di 𝗌𝘀𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗌𝗺𝗲 𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗌 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗻𝗱𝗌 𝗹𝗲 𝗜𝗿𝗲𝗰𝗶𝗜𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗌𝗻𝗶 𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝗻𝗲𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗌 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗺𝗌𝗻𝘁𝗮𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗜𝗿𝗲 𝗜𝗶𝘂̀ 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗮𝗎𝗹𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗮𝗹𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗌 𝗎𝗹𝗌𝗯𝗮𝗹𝗲.

20250401_BalmeP (1).jpg20250401_BalmeHN (2).jpg20250401_BalmeHN-calendario (1).jpg

Ma i numeri, da soli, non bastano a spiegare il significato di questo anniversario. L’Osservatorio Meteorologico di Balme Ú anche una storia di passione, continuità e profondo legame con il territorio. È il racconto di generazioni che, giorno dopo giorno, hanno custodito un patrimonio di conoscenze costruito con pazienza e dedizione.

A centocinquant’anni dalla sua fondazione, l’osservatorio continua a essere molto più di uno strumento scientifico. È 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗌𝗿𝗶𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗌𝗻𝘁𝗮𝗎𝗻𝗮, un ponte tra passato e futuro, il simbolo di una comunità che, attraverso l’osservazione della natura, continua a interrogare il cielo per comprendere meglio il mondo che la circonda.

20250401_Balme4 (1).jpg

Condividi

Articoli correlati