Il Mediterraneo risulta più caldo di 7-8 °C rispetto alla media; quali potranno essere gli effetti di questa anomalia?
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Il Mediterraneo risulta più caldo di 7-8 °C rispetto alla media; quali potranno essere gli effetti di questa anomalia?

La storica e persistente ondata di calore in corso sull'Europa sta determinando un anomalo riscaldamento delle acque superficiali del Mediterraneo, con accumulo di ingenti quantitativi di energia.

Admin MeteoConnect
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A CURA DI MATTEO TIDILI (Meteorologo RAI Meteo) - Credits Platform ADAM & Copernicus

AGGIORNAMENTO 30 GIUGNO 2026

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Il Mediterraneo sta vivendo una fase termica eccezionale, con un’estensione e un’intensità delle anomalie che rendono il quadro estremamente anomalo. Non si tratta semplicemente di un mare più caldo del normale, ma di una vasta porzione del bacino ormai collocata nella categoria estremamente calda, cioè con temperature superficiali superiori al 90° percentile della climatologia di riferimento.

L’ultimo aggiornamento del 29 giugno conferma un’ulteriore intensificazione delle anomalie termiche superficiali. Le acque del bacino centrale e occidentale continuano a mantenersi su valori eccezionalmente elevati per il periodo, con scarti dalla media climatologica che nelle aree evidenziate in bianco raggiungono addirittura un picco di +8,86 °C. Anche i mari attorno alla Sardegna, così come il medio alto Tirreno e il Mar Ligure, registrano valori molto elevati, con anomalie localmente fino a +7 °C rispetto alle medie. Questo surplus di calore può tradursi in un maggiore apporto di calore e umidità nei bassi strati, successivamente trasportati verso l’interno dal regime delle brezze.

Con il progressivo incremento dell’instabilità atmosferica e in presenza di adeguate forzanti, questo contribuisce ad aumentare il potenziale per rovesci e temporali pomeridiani che risultano localmente molto intensi e a carattere di nubifragio. Un mare così caldo non rappresenta soltanto un’anomalia termica, ma una rilevante riserva energetica per l’atmosfera. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, parte di questo surplus eccezionale di calore e umidità potrà essere resa disponibile per lo sviluppo di temporali anche molto forti su diverse regioni italiane, laddove agiranno adeguati contrasti in quota, convergenze nei bassi strati e meccanismi di innesco sufficienti.

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AGGIORNAMENTO 27 GIUGNO - L’eccezionale ondata di calore in corso su gran parte dell’Europa centro-occidentale e meridionale sta contribuendo ad accentuare ulteriormente il riscaldamento delle acque superficiali del Mediterraneo. Le temperature marine risultano superiori alle medie stagionali già da diverse settimane, ma rispetto all’inizio del mese le anomalie si sono progressivamente intensificate, raggiungendo ora valori eccezionali per il periodo e localmente sui +7/+8 °C rispetto alla media climatologica di riferimento. Le aree evidenziate in bianco, vicine alla costa francese, sono quelle in cui l’anomalia termica raggiunge il fondo scala della rappresentazione, con valori addirittura verso i +9 °C.

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Le anomalie indicano la differenza rispetto ai valori medi del periodo e non la temperatura assoluta del mare. La carta utilizza il prodotto giornaliero L4 elaborato dal CNR-ISMAR, basato sulla temperatura superficiale marina notturna, la cosiddetta Foundation SST, meno influenzata dal riscaldamento diretto delle ore diurne.

Il dataset integra osservazioni provenienti da diversi sensori satellitari, tra cui Sentinel-3, VIIRS, AVHRR e SEVIRI, successivamente interpolate per ottenere mappe continue e ad alta risoluzione.

A favorire queste anomalie contribuiscono la forte radiazione solare, la debole ventilazione e il limitato rimescolamento degli strati superficiali. Un mare così caldo può sottoporre gli ecosistemi a forte stress e, in presenza di instabilità e adeguate forzanti dinamiche, fornire maggiore calore e umidità ai sistemi temporaleschi.

Sarà quindi da attendersi, potenzialmente, un aumento d'intensità e frequenza di temporali di calore nelle prossime settimane su tutto il bacino del Mediterraneo, compresa la Pianura Padana e l'arco alpino, ovviamente qualora le condizioni meteorologiche risultassero favorevoli all'innesco di cumulonembi e quindi di fenomenologia termo-convettiva.

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