CLIMA - Ottobre 2026, Copernicus: è il più caldo mai registrato a livello globale
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CLIMA - Ottobre 2026, Copernicus: è il più caldo mai registrato a livello globale

Il 2026 viaggia verso il superamento della soglia di 1,5°C

Andrea Vuolo
5 min di lettura

L'ultimo aggiornamento del programma europeo Copernicus conferma un quadro climatico particolarmente significativo. Ottobre 2026 è stato il più caldo mai osservato a livello globale, mentre in Europa si è classificato al secondo posto. In Italia, invece, il mese è stato caratterizzato da condizioni più articolate, con anomalie termiche negative al Sud e una diffusa carenza di precipitazioni sulla Penisola. I nuovi dati del Copernicus Climate Change Service (C3S), pubblicati il 5 novembre 2026 e basati sulle rianalisi ERA5, restituiscono un quadro che merita particolare attenzione, soprattutto alla luce dell'andamento termico degli ultimi anni.

Il quadro globale: ottobre più caldo della storia

A livello planetario, ottobre 2026 ha fatto registrare una temperatura media dell'aria superficiale di 15,35°C, ovvero 0,90°C sopra la media del periodo 1991-2020. Si tratta del valore più elevato mai registrato per il mese di ottobre, con il precedente primato appartenente al 2023, quando l'anomalia era stata di +0,85°C.

Ancora più significativo il confronto con il periodo preindustriale 1850-1900: l'anomalia ha raggiunto +1,75°C, portando così a tre il numero consecutivo di mesi con temperature globali superiori alla soglia di 1,5°C. Le anomalie positive più marcate hanno interessato diverse aree del pianeta, in particolare la Siberia, il Canada settentrionale, gli Stati Uniti centrali, il Medio Oriente e l'Africa orientale. Particolarmente eccezionale il segnale sull'Antartide occidentale, dove localmente le temperature hanno superato di oltre 7°C le medie climatiche, con punte fino a +11°C. Di segno opposto le anomalie osservate in buona parte del Sud America meridionale, in Groenlandia, nel Nord Africa e in alcune zone dell'Asia centrale.

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Europa: secondo ottobre più caldo mai registrato

Anche sul continente europeo il mese ha evidenziato temperature decisamente superiori alla climatologia di riferimento. La temperatura media sulle terre emerse europee è stata di 11,51°C, con un'anomalia di +1,49°C rispetto alla media 1991-2020. Si tratta del secondo ottobre più caldo mai registrato nella serie storica di Copernicus, preceduto soltanto da quello del 2022, che aveva fatto registrare uno scostamento ancora maggiore. La distribuzione delle anomalie termiche è stata tuttavia piuttosto disomogenea. Le condizioni più calde hanno interessato soprattutto la Scandinavia settentrionale e l'Europa orientale, con anomalie particolarmente elevate sull'Ucraina, dove localmente si sono raggiunti valori fino a +6°C rispetto alla media.

Diversa la situazione in buona parte dell'Europa occidentale e centrale, dove le temperature sono risultate più vicine ai valori climatologici, soprattutto se confrontate con le anomalie eccezionali registrate durante l'estate e nei mesi precedenti. Una fascia con temperature inferiori alla media ha invece interessato i Balcani meridionali, la Grecia, il Mediterraneo orientale e la Turchia occidentale, estendendosi anche all'Italia meridionale.

Italia: precipitazioni sotto la media e temperature più fresche al Sud

Per quanto riguarda l'Italia, il quadro meteorologico di ottobre 2026 presenta caratteristiche differenti rispetto a quello osservato su scala globale ed europea, con temperature inferiori alla media su parte del Sud, dove localmente le anomalie hanno raggiunto circa -2 °C tra Sicilia orientale e Puglia, ma nel contempo si sono registrate anomalie positive soprattutto al Nord-Ovest e in Sardegna, facendo sì che il mese di ottobre abbia chiuso con un’anomalia di +0.7 °C rispetto al trentennio 1991-2020. Da segnalare anche un diffuso deficit pluviometrico, con diverse aree della Penisola caratterizzate da precipitazioni inferiori alla norma.

Uno degli elementi più significativi riguarda il deficit pluviometrico: secondo Copernicus, condizioni più asciutte della media hanno interessato gran parte della Penisola italiana, con anomalie negative nelle precipitazioni, nell'umidità dell'aria e nel contenuto idrico superficiale dei suoli.

La situazione di maggiore criticità ha riguardato alcune aree del Nord e del Sud Italia, dove l'Osservatorio Europeo sulla siccità (EDO), nell'aggiornamento di metà ottobre, segnalava condizioni di siccità di livello Alert. Altre vaste aree italiane risultavano invece in condizioni di Warning, secondo la classificazione dell'indicatore europeo.

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Oceani sempre più caldi: El Niño si intensifica

Un altro dato particolarmente significativo riguarda le temperature superficiali degli oceani. Nell'ottobre 2026 la temperatura media della superficie marina, considerando le aree comprese tra 60°S e 60°N, ha raggiunto 20,95°C, il valore più elevato mai registrato per il mese di ottobre. Si tratta del quarto mese consecutivo in cui viene stabilito un nuovo record mensile. A contribuire a questo quadro è anche il progressivo rafforzamento di El Niño, il fenomeno climatico caratterizzato da un anomalo riscaldamento delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico equatoriale.

Nella regione Niño 3.4 l'anomalia della temperatura superficiale marina ha raggiunto +3,21°C rispetto alla media 1991-2020, con una temperatura assoluta di 29,94°C. Entrambi i valori rappresentano nuovi record. Secondo le indicazioni riportate da Copernicus e dall'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO), El Niño potrebbe raggiungere il proprio picco nel dicembre 2026, mantenendosi probabilmente attivo almeno fino a febbraio 2027.

Il 2026 verso il secondo anno più caldo della storia

Le proiezioni elaborate da Copernicus sulla base dei dati disponibili fino a ottobre indicano che il 2026 ha ormai una probabilità superiore al 99% di superare la soglia di +1,5°C rispetto al periodo preindustriale. L'anomalia media annuale prevista è compresa tra +1,56°C e +1,61°C. Questo renderebbe il 2026 il secondo anno solare, dopo il 2024, a superare tale soglia nella serie ERA5. Secondo il modello statistico utilizzato dal servizio europeo, esiste inoltre una probabilità di circa l'80% che il 2026 diventi il secondo anno più caldo mai registrato, mentre rimane una possibilità del 20% che possa eguagliare o superare il primato del 2024.

Particolarmente significativo anche il dato relativo alla media del quadriennio 2023-2026, che dovrebbe anch'essa superare +1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. Va però ricordato che il superamento di 1,5°C in un singolo anno non equivale formalmente al superamento dell'obiettivo climatico dell'Accordo di Parigi, che fa riferimento a una media di lungo periodo. Resta tuttavia un indicatore estremamente importante della velocità con cui il sistema climatico terrestre si sta riscaldando.

[Grafiche Platform ADAM - Copernicus su dati ERA5 per Rai Meteo]

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