
Che cos'è un downburst e perché può essere anche più pericoloso di una tromba d'aria?
Nell'articolo viene spiegata la differenza tra i downburst e le tromba d'aria (o tornado), fenomeni meteorologici ben diversi tra loro e spesso erroneamente scambiati

In seguito agli intensi fenomeni temporaleschi che hanno interessato la nostra regione negli ultimi giorni, si è letto molto spesso sui social e su vari articoli di giornale dei danni causati dal downburst. Ma che cos'è questo fenomeno e cosa li distingue dai tornado o trombe d'aria?
Innanzitutto si ricorda che la tromba d’aria si configura come un cono in rotazione avente una decina - o al più un centinaio - di metri di diametro a contatto con il terreno. Il termine tornado, in origine riferito ai fenomeni più intensi e frequenti che caratterizzano gli Stati Uniti, viene utilizzato come sinonimo di tromba d’aria, ma di fatto sono esattamente lo stesso fenomeno dal punto di vista fisico. Questo può formarsi sia sulla terraferma sia sulla superficie del mare (in tal caso si parla di tromba marina, solitamente più frequente e meno potente), spesso in zone di convergenza in cui due o più flussi di vento provenienti da direzioni diverse si incontrano, formando dei vortici, oppure possono svilupparsi a partire da supercelle temporalesche.

Il diametro si attesta in genere sui 100 metri ma può raggiungere anche il chilometro in condizioni estreme, che difficilmente si verificano nel continente europeo, ancor più su quella italiano. La velocità del vento può superare i 300 km/h per i tornado su terraferma, e 250 km/h per le trombe marine. Per classificarli si utilizza la scala Enhanced Fujita, composta da sei livelli (da EF0 a EF5) determinati dagli indicatori di danno utilizzati per ricostruire l’evento vorticoso.

Il downburst invece consiste in una colonna di aria fredda e pesante in rapida discesa da un temporale che, quando arriva in prossimità del suolo, si espande orizzontalmente in tutte le direzioni dando luogo a raffiche lineari di forte intensità. Si tratta quindi di un fenomeno meteorologico prettamente legato ai temporali, che si origina alla base di una nube temporalesca e che colpisce il suolo perpendicolarmente per poi espandersi a raggiera con una velocità che può anche superare i 100 km/h. Non esiste una vera e propria traduzione in italiano, ma può essere meglio tradotto come forti raffiche di vento lineari e in uscita dalla base delle celle temporalesche.
E’ senz'altro più frequente e ha una maggiore estensione spaziale rispetto alla tromba d’aria (o tornado). Per questo motivo i danni che provoca possono essere più gravi, estesi e più diffusi rispetto a quelli causati da un tornado, in particolare nel bacino del Mediterraneo e ovviamente sulla Pianura Padana.


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