4 ottobre 2021, l’alluvione nell’Alessandrino: una giornata di piogge eccezionali e piene record
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4 ottobre 2021, l’alluvione nell’Alessandrino: una giornata di piogge eccezionali e piene record

Tra l’Acquese e l’Ovadese caddero fino a 500 millimetri di pioggia in poche ore: Erro, Orba e Bormida raggiunsero livelli eccezionali, provocando esondazioni, frane, evacuazioni e pesanti danni.

Redazione Meteo in Piemonte
4 min di lettura
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L’evento del 4 ottobre 2021 interessò soprattutto il settore meridionale della provincia, con particolare riferimento ad Acquese, Ovadese e valli di Erro, Orba e Bormida. Le precipitazioni più intense si concentrarono a ridosso dello spartiacque ligure-piemontese, dove una configurazione atmosferica particolarmente favorevole allo sviluppo di temporali persistenti determinò accumuli eccezionali. La situazione a larga scala era infatti caratterizzata da una vasta saccatura di origine nord-atlantica, progressivamente approfonditasi sul Mediterraneo occidentale. Nelle prime ore del 4 ottobre, davanti al sistema frontale, si sviluppò una struttura temporalesca organizzata, di tipo V-shaped, che interessò proprio il settore compreso tra Liguria e basso Piemonte.

L'elemento determinante fu l'alimentazione continua dei temporali da parte di aria estremamente umida proveniente dal Mediterraneo e di correnti meridionali in quota. In questo modo le celle temporalesche continuarono a formarsi e transitare sulle stesse zone, determinando precipitazioni molto intense e persistenti.

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Dettaglio della distribuzione spaziale delle precipitazioni nell'area appenninica al confine tra Piemonte e Liguria nella giornata del 4 ottobre 2021 (fonte ARPA PIEMONTE)

A Ponzone Bric Berton, nell'Alessandrino, furono registrati 472 millimetri di pioggia in 12 ore, tra i più alti accumuli a parità di ore mai registrati sul territorio piemontese, di poco dietro ai 515mm/12h di Limone Piemonte - Pancani (CN) del 2 ottobre 2020. Nell'intero episodio, la stessa stazione raggiunse 555 millimetri, mentre a Ovada si arrivò a 363 millimetri. Ma ancora più impressionanti i valori registrati poco oltre il confine regionale: a Rossiglione, in provincia di Genova, furono misurati 927 millimetri durante l'evento.

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Le conseguenze delle precipitazioni, sul fronte idraulico e idrogeologico, furono immediate: il torrente Erro, a Cartosio, rispose con una piena eccezionale: il livello idrometrico raggiunse 4,91 metri, con una portata stimata superiore ai 1.000 metri cubi al secondo. Un valore impressionante per un corso d'acqua che, nel giro di poche ore, passò da condizioni ordinarie a una situazione di grave pericolo. I guadi vennero chiusi e in diversi punti l'acqua invase strade e aree prossime all'alveo. A Melazzo alcuni campeggiatori furono sorpresi dall'improvviso innalzamento dell'Erro e dovettero essere soccorsi.

Ma la piena non rimase confinata alla valle dell'Erro. Il sistema idrografico stava rapidamente infatti trasferendo verso valle enormi quantità d'acqua, alimentando anche la Bormida. Anche il torrente Orba raggiunse livelli eccezionali. All'idrometro di Tiglieto (AL) fu registrato un colmo di 6,63 metri, il valore più alto della serie storica. La piena mantenne caratteristiche eccezionali anche procedendo verso valle. A Basaluzzo (AL) il livello arrivò a 3,82 metri, superando il precedente riferimento del 2014, mentre a Casal Cermelli (AL) l'Orba raggiunse 7,61 metri, oltre il precedente valore di 7,50 metri registrato nel 2019. In entrambe le sezioni la portata fu stimata in poco più di 2.200 metri cubi al secondo.

A Ovada la situazione divenne particolarmente critica nel pomeriggio. L'Orba e lo Stura superarono i livelli di guardia, provocando allagamenti nel tessuto urbano, nelle aree produttive e lungo la viabilità. Alcune aziende vennero invase dall'acqua e diverse persone dovettero essere evacuate o soccorse.

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L'onda di piena arrivò quindi alla Bormida, trasformando progressivamente anche la situazione ad Alessandria. Il fiume raggiunse un colmo di 9,41 metri, il valore più alto mai osservato dall'inizio della serie di misurazioni nel 1998 e superiore anche ai 9,39 metri raggiunti durante la piena del novembre 2019. La portata fu stimata attorno ai 3.000 metri cubi al secondo, con un tempo di ritorno superiore ai 50 anni. Il ponte sul Bormida venne chiuso precauzionalmente e furono evacuate alcune persone residenti nelle aree golenali. Anche più a valle, nei comuni di Casal Cermelli e Predosa, la Protezione civile dovette intervenire per gestire le situazioni di maggiore criticità.

L'elevata quantità di precipitazioni determinò numerosi dissesti sui versanti, frane e smottamenti, oltre a diffusi allagamenti lungo la rete idrografica secondaria. Le conseguenze furono particolarmente pesanti tra Acqui Terme, Ovada, Ponzone, Cartosio, Melazzo, Molare, Silvano d'Orba, Cremolino e gli altri comuni dell'area. La rete stradale subì numerose interruzioni e anche le infrastrutture principali furono interessate dall'emergenza. L'A26 Genova-Gravellona Toce venne chiusa in alcuni tratti a causa delle frane, mentre la linea ferroviaria tra Alessandria e Genova, nel tratto compreso tra Acqui Terme e Ovada, rimase interrotta. Diverse strade provinciali furono rese impraticabili da acqua, fango e detriti.

La gravità dell'evento portò successivamente al riconoscimento dello stato di emergenza per 21 comuni della provincia di Alessandria, tra cui Acqui Terme, Cartosio, Melazzo, Molare, Ovada, Ponzone, Predosa, Rocca Grimalda e Silvano d'Orba. La stima complessiva dei danni diretti provocati dall'evento del 3-4 ottobre 2021 fu quantificata in circa 31,5 milioni di euro. Nei mesi successivi vennero programmati interventi per il ripristino della viabilità, delle opere idrauliche, delle infrastrutture e dei servizi danneggiati.

Appena un anno dopo la storica alluvione che mise in ginocchio parte del Cuneese tra il 2 e il 3 ottobre 2020, il 4 ottobre 2021 divenne una data significativa anche all'interno della storia meteorologica recente dell'Alessandrino.

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